19 aprile 2017 | Comunicazione
Trent’anni di irriverenza
I Simpson, festa speciale per la famiglia più folle della tv
by Valentina Chittano
Redazione Metropolitan ADV

Era il 19 aprile 1987. Durante una puntata del Tracey Ullman Show, viene trasmesso il primo episodio della famiglia “gialla e tutta occhi”. Da allora “I Simpson”, la sitcom animata creata dal fumettista Matt Groening, si è ritagliata uno spazio sempre più ampio nella televisione americana prima e mondiale poi, fino a diventare un vero e proprio telefilm di culto, anche per i più grandi.
Anzi, della spensieratezza dei cartoni “alla Walt Disney” non c’è nulla nella cittadina di Springfield che, tra ironia e insolenza, da trent’anni ci presenta l’amplificazione dei difetti umani su cui si sorride con facilità, ma con la stessa facilità si rimane perplessi.
I Simpson incarnano la famiglia americana tipo, mescolando frustrazioni e genialità, problemi e soluzioni improbabili, dando quasi inconsciamente un risvolto filosofico a ogni episodio.
I rapporti tra le persone, non solo all’interno del focolare domestico, ma nell’intero contesto sociale, hanno dei punti di riferimento in luoghi o cose da cui non si può prescindere, una “coperta di Linus” che in qualche modo mantiene degli equilibri che solo per pochi attimi vengono mescolati, travisati e messi in bilico, per poi tornare a ciò che erano all’inizio.
Chiunque può trovare qualcosa di sé in Homer, in Marge, in Lisa o in Bart, magari anche in Maggie ancora incapace (?) di comunicare con le parole, nonostante il tempo non possa immortalarla bebè ancora a lungo. Ma ci si può rispecchiare anche nel direttore Skinner, mammone più che cinquantenne, o nell’ultracentenario signor Burns, dispotico, ricco e asociale; oppure nell’Uomo Fumetto, eterno bambino nel suo mondo fantastico o nell’oste Boe che sembra non conoscere il mondo oltre le mura della sua bettola o ancora in Edna Caprapall, insegnante di scuola elementare alle prese con relazioni amorose inconcludenti e un lavoro senza stimoli.
I Simpson hanno toccato la storia, dando spazio anche a personaggi noti che hanno reso alcune puntate particolarmente preziose. Rappresentano un progetto di comunicazione sui generis a cui va il nostro plauso e l’augurio per altri 30 anni di irriverenza.