19 gennaio 2016 | Persone
Grandi e piccoli, sorridete!
Daniele Modoni, il dentista dei bambini
by Valentina Chittano
Redazione Metropolitan ADV

Abbiamo scambiato due battute con Daniele Modoni, uno dei tre soci dello Studio Odontoiatrico Modoni Romano di Galatina e Casarano. Ortodontista e pedodontista, ci parla di amore per il proprio lavoro e di comunicazione. Che passa anche attraverso il sorriso.

Daniele, da dove deriva la tua passione per l’odontoiatria?
In realtà si tratta di una malattia di famiglia, tutto parte da mio padre che ben 48 anni fa dopo essersi laureato in medicina  e specializzato in Odontostomatologia ha iniziato la professione.
Sin da bambini i e mio fratello abbiamo vissuto la passione e lo spirito di innovazione che ha sempre animato il lavoro di nostro padre. Ogni volta che papà partiva per corsi di aggiornamento era l’occasione per un viaggio di famiglia, in cui ho avuto l’onore di incontrare i più grandi nomi dell’odontoiatria mondiale, alcuni dei quali poi sono stati ospiti nostri in occasione degli incontri di divulgazione della cultura odontoiatrica organizzati da mio padre. Proprio durante uno di questi incontri è esplosa la mia passione, ho pensato: “Ecco cosa voglio fare da grande!!!”

Sei pedodontista, cioè sei specializzato nella cura dei denti dei bambini. Come ci si rapporta con loro in un settore così delicato? Il dentista intimorisce gli adulti, figuriamoci i piccoli!
Una delle cose più affascinanti del mio lavoro è proprio trovare la chiave di lettura per entrare in empatia con il piccolo paziente, non esiste una strategia unica. Ogni bambino, ogni singolo appuntamento è uno stimolo nuovo! Lavorare con i bambini è la cosa più bella del mondo, anche se richiede molte energie mentali e non. Il problema più grosso è la cattiva fama di cui godiamo come categoria, per lo più retaggio di vecchie cattive abitudini. I bambini spesso vengono trattati come piccoli adulti, ma il loro linguaggio è molto differente dal nostro, per poter interagire con loro è necessario risvegliare il bambino che è in noi. Solo così possiamo riuscire a lavorare in armonia e attraverso il gioco risolvere problemi altrimenti insormontabili. Anche gli ambienti devono essere a dimensione di bambino, io per esempio ho rivoluzionato l’arredamento del mio studio per renderlo adatto ai bambino, ma poi molti adulti hanno falsificato i loro documenti. E poi c’è un momento magico in questo lavoro…quando un bambino supera la paura del dentista, proprio in quel momento cresce. Assistere, essere parte di quel momento, è come quando Trilli mette la polvere di fata sui bambini e li fa volare!

Secondo te, qual è il segreto per comunicarsi meglio nel campo medico in generale e nel tuo nello specifico?
Quando mi confronto con persone che lavorano in ambiti diversi dal mio, mi rendo conto di come si possano sentire spaesati i pazienti dinanzi a un medico che parla come se avesse di fronte dei colleghi. La comunicazione più efficace è quella che riesce a essere compresa dalla nostra controparte, quindi la semplicità e l’essere diretti è il mio registro, inoltre l’utilizzo di immagini aiuta a far visualizzare ciò di cui stiamo parlando e ne facilita una più profonda comprensione.

Domanda da un milione di dollari: è bello sorridere perché…?

Un bel sorriso ci aiuta nei rapporti interpersonali, ci rende più sicuri e dona alla persona un senso di benessere. È stato studiato che l’attenzione dei nostri interlocutori, per l’80% del tempo, è rivolta ai nostri occhi ed al nostro sorriso. Di fatto il nostro sorriso racconta molto di noi al resto del mondo, esprime noi stessi, rappresenta il nostro biglietto da visita e ci permette di relazionarci in modo immediato con gli altri. Un sorriso sano è sinonimo di salute, successo e affidabilità.
E infine: sorridere rende più leggera la vita.